Portoselvaggio e costa neretina

4colonneLa costa neretina è una delle più affascinanti e ricche di tutto il Salento. Passando per la caratteristica marina di S. Maria al Bagno, antico borgo di pescatori, le poderose vestigia di una grande torre aragonese si specchiano nel mare cristallino. È la Torre del Fiume, un fortilizio del XV secolo facente parte della lunga catena di torri costiere difensive voluta dall’Imperatore Carlo V, per scongiurare la minaccia Ottomana.  Conosciuta oggi come “Quattro Colonne”, è crollata nella sua parte centrale, mostrando al visitatore i suoi affascinanti bastioni angolari rimasti a guardia della costa, come vigili sentinelle.

torredellaltoProcedendo verso nord, su di una boscosa altura sopra la marina di S. Caterina, l’omonima torre guarda verso la sua sorella più in vista e spettacolare: Torre dell’Alto. Essa è situata su di un alto promontorio a picco sul mare, da cui si domina tutta la costa a sud, sino al lontano golfo di Gallipoli. Ed è l’imponente guardiana del Parco Naturale Regionale di Portoselvaggio, che proprio qui ha i suoi confini. La vista è  spettacolare: una distesa di un mare verde di pini d’Aleppo adagiati su dolci colline che digradano lievi verso un altro mare, quello azzurro e intenso del Salento. La costa del parco è alternata da profonde baie naturali, piccole spiagge e tranquille calette, punteggiate dai frondosi cespugli di macchia mediterranea dai profumi più tipici e salubri.

 

Baia di Uluzzo Ancora nella zona nord del parco, la costa di fa più alta, rocciosa e austera, fino a sprofondare in una profonda falesia su cui svetta romantico il rudere di un altra struttura difensiva, Torre Uluzzo. Le tre torri incontrate finora  fanno parte di un sistema di fortificazioni costiere che circonda tutto il Salento, voluto dall’Imperatore aragonese Carlo V per scongiurare la minaccia dei pirati saraceni nel corso del 1500. Si giunge quindi nella Baia di Uluzzo, il luogo in cui la nostra specie, l’Homo Sapiens, ha mosso i primi passi in tutta Europa. La baia ospita infatti importantissimi siti archeologici.

 

grottacavalloIl sito più rappresentativo è certamente  la Grotta del Cavallo, che costituisce tuttavia solo una della lunga serie di caverne ed antri della zona. Questi  furono antichi ripari di caccia del Paleolitico Medio e Superiore prima dell’Homo di Neanderthal, quindi dei primi Sapiens. Dall’alto del riparo, i nostri antenati lasciavano spaziare lo sguardo su di una vasta valle ricca di selvaggina, proprio dove il turista ammira adesso l’azzurro del mare. I ritrovamenti archeologici a seguito della lunga campagna di scavi condotta dal Prof Borzatti e dal prof. Palma di Cesnola dell’Università di Siena sono di enorme importanza, tanto da denominare “uluzziana” la produzione di manufatti e la stessa cultura umana del luogo. E qui, in queste profonde grotte freatiche, il Neanderthal ha iniziato a produrre arte. Non più semplici strumenti di caccia, ma flauti in osso, collane e monili, pietre graffite. Qui, nella terra salentina, l’Uomo ha preso consapevolezza di se stesso, e si è fatto grande, all’alba della Storia.

 

paludecapitanoContinuando lungo il litorale a nord di Portoselvaggio, troviamo l’interessantissima area protetta della Palude del Capitano. Essa è uno specchio d’acqua salmastra formatasi tramite il fenomeno carsico delle “spunnulate”. La volta di una grotta sotterranea, fatta di pietre tufacee, quindi ricche di carbonato di calcio, è collassata a causa dell’erosione delle acque, lasciando così una vasta voragine nel terreno, presto colmata dall’acqua piovana ed in connessione sotterranea con il vicino mare.  Questo complesso fenomeno carsico ha creato una biodiversità elevatissima, con numerose specie vegetali e animali rarissime.

 

Sul finire del nostro viaggio,  per rifocillarsi con un buon pasto in un ambiente caratteristico e confortevole, è possibile effettuare una tappa presso un’antica Masseria sulla costa, che ha mantenuto nel tempo folklore e produzioni alimentari tipiche della cultura culinaria salentina.