Otranto

otrantonotteDai bastioni di Porta Terra si dipanano le tortuose viuzze del centro storico idruntino, brulicanti di vita, suoni, odori magici della pietra che si fonde con la salsedine. Le prime albe d’Italia illuminano da sempre l’estremo lembo di terra salentina su cui sorge Otranto, città dalla storia antichissima e dalle frequentazioni multietniche sin dalla notte dei tempi, vero crocevia di popoli e culture che qui si sono intrecciate, spesso scontrate duramente, ma anche fuse e amalgamate l’una all’altra. Questa per secoli è stata la terra di confine e di contrasto tra religioni, e quindi tra i poteri forti che si contendevano l’egemonia politico culturale del Mediterraneo. Anticamente fondata dai Messapi, quindi passata sotto il controllo dei Romani che le diedero il nome di Hydruntum (dal torrente cittadino Hydrus).  La Cristianità, prima rappresentata dai Bizantini, poi da Normanni,  Svevi, Angioini e infine dalle potenze riunite sotto l’egida d’Aragona, ha sempre difeso strenuamente la Terra d’Otranto ed Otranto stessa, fortificandola e arroccandola per meglio resistere agli assalti del potere Ottomano. Nella splendida Cattedrale normanna di Santa Maria Annunziata venne impartita ad esempio la benedizione di oltre dodicimila soldati che, al comando del Principe di Taranto Boemondo d’Altavilla, partirono per la Prima Crociata (1096-1099) per liberare il Santo Sepolcro.

 

alberodellavitaEd è proprio nella Cattedrale che si conserva un capolavoro dell’arte musiva medievale, il famoso Mosaico dell’Albero della Vita, (il più grande in Europa) firmato dal monaco basiliano Pantaleone. L’opera si estende per tutta la navata centrale e le due laterali, compreso il transetto. Lungo l’Albero si sviluppano le scene della storia del mondo e della religione cristiana, tratte dall’Antico Testamento, dai Vangeli Apocrifi, dai cicli cavallereschi e dal bestiario medievale.

 

cattedraleintNel 1480 la città venne assediata ed espugnata dai Turchi di Maometto II. L’antico Castello svevo  e la cinta muraria non furono sufficienti ad arginare l’impatto degli Ottomani, che presero la città e decapitarono sul colle Minerva ottocento abitanti (laici, prelati e militi) resisi colpevoli di non aver voluto rinnegare la religione cristiana. E’ il famoso sacco d’Otranto. Nella Cattedrale dell’Annunziata sono conservate le Reliquie dei Beati Martiri della città, gli 800 tra cittadini e prelati giustiziati sul Colle della Minerva.  I Turchi sconfinarono in tutta la Puglia, razziando e depredando città e campagne sino al Gargano.

 

castelloaragoneseLa spedizione militare dell’anno successivo (1481) voluta fortemente da Papa Sisto IV e coinvolgente aragonesi e veneziani ricacciò gli Ottomani  dalle Puglie e liberò Otranto, che venne ulteriormente fortificata. E’ il caso del Castello Aragonese (1485-1489) e delle relative alte mura bastionate che circondano la città, sistema difensivo voluto da Alfonso d’Aragona. Il Castello, a pianta pentagonale, ingloba il vecchio fortilizio svevo e lo migliora con il poderoso bastione a punta di lancia verso il porto e gli altri bastioni circolari. L’attuale aspetto si deve tuttavia ai Vicerè Spagnoli, che costruirono i due bastioni poligonali antistanti al porto (1535). Lo stemma di Don Pedro da Toledo è infatti sul portale d’ingresso e sulla cortina esterna. La fama di questo Castello viene resa ancora più mistica ed intrigante dal primo romanzo gotico della storia, di Horace Walpole, intitolato appunto “Il castello di Otranto”.