Nardò

Nardò, secondo centro della Provincia di Lecce, ha origini antichissime. Fondata nel VII a.C. dagli antichi Messapi e Sallentini, il nome della città deriva probabilmente dall’illirico Nar, acqua. Ed è proprio un toro in atto di far sgorgare acqua con lo zoccolo dal terreno il simbolo della comunità.

salandraIl centro storico cittadino è di incredibile bellezza storico architettonica, e seppur in prevalenza barocco, presenta diverse attestazioni di periodi storici più arcaici. La Cattedrale dell’Assunta è un vero e proprio museo in cui il visitatore può perdersi affascinato tra rarissimi affreschi trecenteschi e pregevoli altari barocchi. La vicina Piazza Salandra è una vera e propria bomboniera del barocco leccese, splendida con il suo svettante pinnacolo centrale della Guglia dell’Immacolata, il caratteristico Sedile civico e l’imponente Palazzo del Tribunale, di stile tardo barocco antica sede dell’Universitas neretina. Poco distante, la Chiesa del Carmine, con i suoi leoni rampanti fianco al protiro e il fresco chiostro dell’attiguo convento risalente al quattrocento. Nei pressi, il caratteristico Tempietto dell’Osanna sta a dimostrare la cristianizzazione delle antiche pietrefitte pagane. Come non soffermarsi poi a scrutare i mille volti intagliati nel carparo della facciata della Chiesa di San Domenico, vero e proprio misterioso capolavoro oppure stupirsi di fronte alle curiose forme curvilinee di ispirazione borrominiana delle chiese di San Giuseppe, della Purità, di Santa Teresa?

castelloacquavivaIl nostro viaggio va quindi a completarsi sotto l’imponente mole del Castello degli Acquaviva, antica struttura difensiva di epoca aragonese, poi rimodellata e riadattata ad elegante palazzo signorile dalla nobile famiglia dei Personè, in un’affascinante commistione tra l’eleganza ottocentesca e l’austero rigore militaresco.  Sotto le svettanti torri, si sviluppa nel vecchio fossato del castello uno splendido orto botanico ottocentesco, ad oggi Villa Comunale.